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Il Patrimonio Archivistico
del  Casato Orafo dei Torrini
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Marchio di Fabbrica registrato da Jacopus a Firenze nel 1369 presso la Corporazione dei Corazzai, Fabbri e Chiavaioli.

(Testo originale presente all'Archivio di Stato di Firenze)
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Elogio della Famiglia che fu di Guido Torrini.

La storia di un Casato di Orafi, le loro speranze, i possibili rimpianti, i successi, gli insuccessi, i loro conflitti, la loro capacità di guardare sempre oltre il muro della vita. Uno stratifficarsi di storie che formano le generazioni, ovvero il cammino verso un'opera mai compiuta. Di generazione in generazione con il senso dell’onore e della dignità, sapendo mantenere la propria identità, la propria integrità e la propria indipendenza. E’ solo a queste condizioni che si può superare i secoli, mantenendo l’amore per la famiglia con le sue tradizioni che i genitori hanno saputo trasmettere ai figli, con la voglia di ricominciare ogni giorno a percorrere un cammino iniziato tanto tempo prima.
Conosciamo la storia dell’antico marchio di fabbrica al quale noi tutti siamo legati per averlo onorato al di là del suo valore commerciale ma solo come testimone di un passato da tramandare al futuro. Un lavoro non necessariamente facile ma normale per chi ha sempre avuto valori morali e spirituali forti e diffficilmente intaccabili.

 

Scampoli di Storia
del Casato Orafo dei Torrini

Siamo nella prima metà del 1300 e questa storia è legata a un segno. Inizia da una figura chiave, quella di Jacopus Turini, che si trasferisce a Scarperia approfittando dell’esenzione decennale da tasse e balzelli e della libertà da qualsiasi vincolo e servitù feudale concessa da Firenze agli abitanti delle “terre nuove”. Proviene dalla località di Battiloro, un agglomerato di case presso Borgo S. Lorenzo, dove con il padre Bernardo e il fratello Tura, di fatto i capostipite del Casato, lavorano con grande abilità tutti i metalli e il prezioso oro riducendolo in foglie.
La loro fama si diffuse e Tura si trasferisce a Siena per collaborare con la propria arte alla costruzione del Duomo. Lavorò in una bottega al centro della città svolgendo la sua attività con grande abilità e padronanza di tutte le tecniche trasmettendo a figli e allievi i segreti del mestiere.
Jacopus nella sua nuova bottega di Scarperia produce invece corazze e armature per i cavalieri che transitano lungo l’asse viario transappenninico del Giogo per raggiungere Firenze. Sono tempi in cui un’armatura è preziosa quanto e più del pane perché questi manufatti assicurano la difesa. Gli artigiani di corazze e di armi sono tra i più ricercati e Jacopus cura molto, oltre la funzione di difesa per cui sono impiegate, anche l’estetica realizzando pezzi straordinari. Per regolamentare le attività che vengono in contatto con i forestieri di passaggio,
 
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